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Beretta, mister salvezza
"Così terrò il Siena in A"
Il tecnico milanese torna in Toscana con un progetto ambizioso: "La permanenza nel massimo campionato è alla nostra portata, e valorizzeremo anche tanti giovani. Ho il vantaggio della conoscenza della rosa. Gli screzi passati? Succede anche nelle migliori famiglie"
SIENA, 13 novembre 2007 -
APPELLO AI TIFOSI -
fonte gazzeta
14 novembre 2007 -
fonte gazzetta
13 novembre 2007 -
fonte gazzetta
Beretta: E' importante stare tutti uniti
“L’obiettivo più importante è la salvezza, far crescere i giovani per il futuro della società e questo compito non mi spaventa assolutamente anzi mi farebbe piacere.” ha dichiarato Mario Beretta.
Su cosa bisogna lavorare soprattutto all’inizio?
Inizieremo col conoscere i ragazzi nuovi, quelli dell’anno scorso li conosco già, valuteremo bene le loro condizioni. La prima settimana sarà di conoscenza, chiacchierate e lavoro sul campo.
Guardando la classifica sarà come ricominciare da zero visto che a 9 punti ci sono cinque squadre
Si, in un certo senso è come ricominciare da zero, non è una cosa che mi spaventa, assolutamente. Dobbiamo lavorare con grande impegno e determinazione sapendo che la strada per la salvezza è dura e faticosa ma alla fine raggiungere l’obiettivo prefissato dà grandi soddisfazioni.
Chi conosce dei nuovi e come li valuta?
Conosco Loria per averlo incontrato tante volte, Ficagna, Rossettini, Eleftheropoulos, Bucchi, la maggior parte dei nuovi li conosco, a parte tre o quattro ragazzi che vengono dall’estero e che avremo tempo e modo di conoscere. Ci sono giovani interessanti su cui lavorare.
Il fatto che i senatori della squadra abbiano spinto per riavere Beretta è per lei motivo di orgoglio?
Se così fosse mi farebbe piacere perché vuol dire aver lasciato un segno tangibile, aver lavorato bene e instaurato rapporti importanti.
Si aspettava di essere richiamato?
No, mi aspettavo che qualcuno si ricordasse, il fatto poi che sia stato il Siena a chiamarmi è stato ancora meglio perchè qui sono stato molto bene.
A vederla da fuori cosa manca a questa squadra?
Da fuori non lo so visto che non ho seguito la squadra quindi non posso dare giudizi. Guarderò i dvd per accelerare la conoscenza delle caratteristiche dei nuovi. E’ chiaro che in questo momento la squadra ha bisogno di serenità.
Ci sarà un’integrazione tra lo staff tecnico di Mandorlini e quello di Beretta
Si, sono tornati con me l’allenatore in seconda Carlo Garavaglia e i preparatori atletici Paolo Lazzarin e Massimiliano Canzi, faranno parte dello staff l’allenatore dei portieri Giorgio Rocca, il preparatore atletico Giorgio D’Urbano e il collaboratore tecnico Roberto Bosco.
Una riflessione sul momento delicato che sta vivendo il calcio
Sono note dolenti, si cade nella retorica e banalità perché ogni anno stiamo a ripetere sempre le solite cose. Di questo passo si arriverà a risultati devastanti.
La squadra è abituata ad un sistema di gioco, 4-
Non è un problema, l’anno scorso la squadra ha giocato una quindicina di partite adottando il 4-
Sulla destra manca un esterno che possa sostituire Konko e Antonini
Magari tra i ragazzi nuovi c’è qualcuno che può ricoprire quel ruolo, per questo è importante accelerare il processo di conoscenza delle loro caratteristiche.
Il suo messaggio ai tifosi?
Di portare il solito entusiasmo, la solita passione e il calore, ora è importante che tutte le componenti siano unite perché ci salviamo tutti insieme. Abbiamo bisogno del loro incitamento.
fonte acsiena
Siena, Beretta andata e ritorno. Mandorlini se ne va
Nel tardo pomeriggio la risoluzione consensuale del contratto. Ma sotto la Torre si respirava già da tempo l'aria di un possibile allontanamento del tecnico dalla panchina bianconera. E ora una nuova avventura con il mister che la passata stagione condusse la Robur alla salvezza.
SIENA -
I tre gol incassati nell'ultima partita giocata (in casa e contro una diretta concorrente nella corsa verso la salvezza) e la mancanza di gioco sono stati soltanto l'ultimo tassello che ha portato alla risoluzione consensuale del suo contratto. Dei due giorni che i vertici bianconeri si erano presi per decidere sul futuro di Mandorlini, ne è bastato appena uno.
Nel tardo pomeriggio ecco l'ufficilaità: da domani la Robur sarà guidata nuovamente da Mario Beretta, il mister che aveva condotto il Siena -
Quando la scorsa estate Mandorlini è arrivato a Siena, lo ha fatto con un curriculum non eccezionale e nessuna partita vinta in serie A. Ma la voglia di far bene e prendersi grosse rivincite ha convinto un po' tutti. Il calendario non lo ha certo aiutato: alla terza giornata la squadra ha conquistato soltanto un punto. Ma che dire? La Samp, la Roma e il Milan sono pur sempre avversari tosti. E in fin dei conti la Robur non ha mai demeritato. Dopo la sconfitta di Cagliari ecco la prima vittoria: nel derby con l'Empoli, Maccarone, Locatelli e Galloppa risollevano le sorti di squadra e tenico. Poi la sconfitta di Firenze e la prima vera contesazione dei tifosi: contro i viola i bianconeri hanno buttato via punti e onore. Ma tutto rientra: il calendario offre quattro incontri che possono dare una sterzata alla stagione ed è il momento di lasciare da parte le polemiche. Ma niente. Dei dodici punti disponibili ne arriva uno. E i tifosi non ci stanno: occorre uno scossone. Non si può perdere tanto male contro il Livorno. E lo scossone arriva puntuale, con i ringraziamenti a Mandorlini per quanto fatto e il ritorno di Beretta. E, si augura la Siena bianconera, con un nuovo inizio di campionato.
fonte calciotoscano
Siena, il ritorno di Beretta: "Dimentichiamo gli screzi"
Il mister della Robur è stato accolto da tanti tifosi al primo allenamento della sua nuova avventura: "La squadra non è alla deriva: sarà dura ma ce la faremo. Ma abbiamo bisogno dell'appoggio di tutti. Credo nella squadra e ringrazio la società per avermi richiamato".
Ad accoglierlo al campo sportivo di Colle Val d'Elsa un nutrito numero di tifosi. Tanti baci, tanti abbracci, e tanti "in bocca al lupo" a salutare il ritorno di Mario Beretta sulla panchina della Robur. Come se i sei mesi dall'addio di fine campionato scorso non fossero mai passati. Come se tutti i dissapori che hanno accompagnato la sua avventura in bianconero si fossero dissolti nel nulla. Del resto, come lui stesso dice, "anche nelle migliori famiglie possono essrci dei dissapori. L'importante è riuscire a superarli". E così sia. Il nuovo viaggio di Beretta inizia così con la stretta di mano a Lorenzo Mulinacci, presidente dei Fedelissimi, il club più datato della tifoseria senese e qualche pacca sulle spalle. Spalle forti eppure scivolse. Riparte con il suo bel sorriso stampato in faccia: il lavoro va ripreso all'insegna dell'ottimismo. Perchè sarà un lavoro duro, stressante, completamente rivolto a risollevare le sorti di una squadra che, classifica e prestazioni alla mano, non è certo allo sbando, ma, lo stesso, non naviga in acque tranquillissime.
Beretta, di nuovo a Siena: da dove ripartire?
"Da dove avevo lasciato la squadra la scorsa stagione, dalla salvezza. In queste due settimane avrò modo di valutare i giocatori che si sono aggiunti d'estate al "vecchio" gruppo e prendere le mie decisioni. E' presto per parlare di moduli o di questioni tattiche, devo analizzare bene la rosa a mia disposizione. Anche perchè i ragazzi, per sei esi, sono stati abituati a lavorare in un determinato modo. Quello che è certo è che dobbiamo metterci sotto, caricarci mentalmente: con l'Udinese inizia il nostro campionato e non possiamo fallire".
Un nuovo campionato per tutti, vero?
"Per fare bene è necessario che le diverse componenti che girano intorno alla squadra, compresi tifosi e stampa, remino tutte dalla stessa parte. Se poi ci saranno delle critiche costruttive sarà il primo ad accettarle. Perch'e8 anche quelle fanno crescere".
Nove punti in classifica sono pochi, ma è d'accordo nel dire che quella del Siena non è una situazione disperata?
"D'accordissimo. E penso anche che ci siano più di cinque squadre a giocarsi con noi la salvezza, non solo quelle adesso invischiate in zona retrocessione. Dovremo lottare, stringere i denti e non sarà facile. Ma non lo sarà neppure per gli altri".
Beretta, sinceramente, si aspettava di essere richiamato?
"Uno ci spera sempre. E il fatto che a cercarmi sia stato il Siena mi ha gratificato anche di più. In bianconero sono stato bene, al di là di tutto, e appena ho ricevuto la chiamata ho accettato immediatamente senza esitazioni. Desidero salutare anche Andrea (Mandorlini ndr), che conosco e che fino a ieri ha svolto un buon lavoro. So cosa si prova in certe situazioni perchè ci sono passato".
Molti giocatori che ha guidato l'anno passato hanno manifestato apertamente di gradire il suo ritorno: ne è felice?
"Mi fa piacere. Significa che hanno stima in me e che quello che ho fatto la scorsa stagione ha lasciato il segno. Il rapporto con i ragazzi deve essere sempre all'insegna della fiducia e della chiarezza reciproca. E' importante confrontarci e non tenerci dentro niente, e dimenticare subito ogni piccolo screzio".
Siena: pronti a ripartire con Beretta
Fiducia al tecnico che vuole subito un rilancio in classifica.
I bianconeri hanno voglia di riscatto dopo il deludente inizio di campionato.
SIENA -
Ieri pomeriggio Beretta ha guidato la ripresa degli allenamenti.
Ora c'è tempo per recuperare le emergenze, e questo gioca a favore del tecnico.
Ma dopo la pausa per gli impegni della Nazionale, il Siena dovrà dimostrare la sua voglia di riscatto nel delicatissimo match del 25 novembre con l'Udinese, attalmente in un stato di forma smagliante.
Beretta: "Ricominciamo"
"Puntiamo a rimanere in serie A: la strada è lunga e difficile, ma non mi spaventa"
Mario Beretta, che in settimana ha preso il posto di Andrea Mandorlini sulla panchina del Siena, parla chiaro: "Dobbiamo lavorare con impegno e determinazione, ben consapevoli che sarà dura. Inizierò conoscendo i nuovi elementi della squadra -
Il Siena occupa attualmente l'ultima piazza del campionato, ma l'allenatore ex Chievo e Parma sa da dove ripartire: "In questo momento ci serve soprattutto serenità e sono certo che i tifosi ci appoggeranno con il solito entusiasmo, con passione e calore".
Riguardo allo schieramento tattico da adottare, Beretta pensa al 4-
Siena e Beretta: Dove eravamo rimasti? Mario Beretta torna sulla panchina del Siena. Prende il posto dell'esonerato Mandorlini.
Il suo ritorno era nell'aria, ma da oggi è ufficiale: Mario Beretta torna a sedersi sulla panchina del Siena.
Il tecnico milanese prende il posto di Andrea Mandorlini, per il quale è stata fatale la sconfitta nel derby con il Livorno, oltre ad una classifica deficitaria che vede i toscani fanalini di coda del campionato.
Alla sua presentazione Beretta non ha nascosto la sua sorpresa per una chiamata inaspettata: "Non mi aspettavo che mi chiamassero, ma che qualcuno si ricordasse. Il fatto poi che sia stato il Siena a chiamarmi e` stato ancora meglio perche` qui sono stato molto bene".
Il suo compito non sarà semplice, il Siena è una squadra in crisi di risultati, ma questo non spaventa Beretta: "In un certo senso e` come ricominciare da zero, non e` una cosa che mi spaventa, assolutamente. Dobbiamo lavorare con grande impegno e determinazione sapendo che la strada per la salvezza e` dura e faticosa ma alla fine raggiungere l’obiettivo prefissato da` grandi soddisfazioni".
E' ancora troppo presto per poter dare un giudizio sulla squadra: "Un giudizio sulla squadra? E' troppo presto, credo comunque che ci sia un buon gruppo. Molti dei nuovi li conosco per averli avuti da avversari, gli altri li conoscerò in questi giorni. Credo che sia prematuro parlare di moduli e ruoli, sono sicuro che troveremo una soluzione. L’anno scorso abbiamo giocato una quindicina di partite con il 4-
Beretta sembra comunque aver già individuato il problema: "Guardero` i dvd per accelerare la conoscenza delle caratteristiche dei nuovi. E’ chiaro che in questo momento la squadra ha bisogno di serenita
fonte goal
Gio 15 Nov, 05:54 PM
L`attaccante del Siena Massimo Maccarone ha segnato quattro reti nel 10-
Erano assenti Vergassola, alle prese con una fastidiosa tonsillite, Jarolim (influenza), Bucchi (programma personalizzato), Guadalupi e Ficagna che vanno avanti con il lavoro differenziato. Ovviamente, mancavano i nazionali Codrea, De Ceglie, Frick, Jaakkola e Manninger.
fonte yahoo
L’esonero di Mandorlini e l’affidamento della squadra a Beretta pare aver lasciato pesanti strascichi nel Siena. Il fatto che l’allontanamento del tecnico ravennate abbia diviso squadra e dirigenza ha trovato conferma al momento della presentazione del nuovo allenatore, alla quale erano assenti il Presidente Fabrizi, l’AD Lombardi Stronati e il DG Zanzi. Gli onori di casa al nuovo tecnico sono spettati al DS Gerolin il quale, sempre ieri, ha avuto un battibecco coi tifosi. Le voci secondo le quali Mandorlini sarebbe stato difeso dalla proprietà ma osteggiato dai tifosi e dai "senatori" della squadra appaiono sempre più fondate.
fonte tuttomercatoweb